Ciò che motiva i propri collaboratori:
- Compiti interessanti, diversi e stimolanti
- Poter esprimere proprie opinioni e idee
- Ottenere riconoscimenti
- Acquisire responsabilità
- Conoscere l’importanza della propria attività per il successo dell’azienda
- Possibilità di sviluppo e di carriera
- Sentirsi presi in considerazione
- Una retribuzione commisurata.
Controllare. Controllare non significa non avere fiducia dei propri collaboratori. In qualità di dirigente, ci si deve accertare che i propri collaboratori raggiungano effettivamente gli obiettivi fissati.
Tuttavia, se occorre si dovranno attuare degli interventi correttivi. Lodi e riconoscimenti motiveranno il lavoratore e aumenteranno la sua efficienza.
Nel caso in cui le prestazioni del lavoratore siano negative, occorrerà criticarlo in modo chiaro, costruttivo e oggettivo, senza demoralizzarlo. Tanto più si riuscirà a valutare in modo “normale” i propri errori e quelli degli altri, tanto più la propria critica sarà efficace.
Qualificare. Il lavoro direzionale è sempre orientato verso il futuro. L’azienda si sviluppa e le richieste ai propri collaboratori si modificano.
Anche i dipendenti non vogliono adagiarsi sugli allori. Cercano di crescere nel lavoro.
Uno dei più importanti compiti direzionali è quello di stimolare e qualificare i lavoratori in modo corrispondente alle loro capacità e ai loro interessi, sempre nel rispetto delle necessità aziendali. Questo è tanto più vero se si pensa che la formazione di una buona classe dirigente è un aspetto particolarmente importante per lo sviluppo dell’azienda. Pertanto si dovrà:
- Esaminare a distanze di tempo regolari i propri progressi nonché quelli dei dirigenti dell’azienda
- Esaminare con attenzione le qualità che devono essere migliorate dai dirigenti
- Affrontare in modo deciso le debolezze e gli errori dei dirigenti
- Non lasciarsi demoralizzare dagli errori.
Umanizzare. I dipendenti devono sentirsi a loro agio all’interno dell’azienda. Questo è possibile se, tra le altre cose, il gruppo dei lavoratori è affiatato.
Compito del dirigente è quindi anche quello di riconoscere tempestivamente i conflitti che si originano tra i lavoratori, intervenendo, con più o meno decisione, in modo pacificatore.
La miglior cosa, in primo luogo, è quella di intervenire come mediatore con un colloquio chiarificatore.
Nel caso in cui un conflitto dovesse degenerare, allora si dovrà intervenire in modo più duro. Questo anche perché le eventuali manchevolezze potrebbero dare adito a richieste di risarcimento danni per eventuali situazioni di mobbing.
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