mercoledì 24 ottobre 2012

Mai lasciar sfuggire ogni opportunità della vita.

Cogli ogni opportunità che la vita ti dà, perchè, se te la lasci sfuggire , ci vorrà molto tempo prima che si ripresenti.



Paulo Coelho.





domenica 24 giugno 2012

I 10 Lavori più sani


Istruttori, Personal trainer, Maestri di yoga e Coreografi: sono queste alcune tra le professioni più salutari perché prevedono un'interazione positiva con gli altri, una buona dose di creatività e flessibilità d'orario. Non se la cavano male (poco fatica fisica e scarso stress) nemmeno gli Assicuratori e chi si occupa di Software, fino ad arrivare ai Fiorai.
Al contrario, le categorie più a rischio, quanto a infortuni e pressione lavorativa, risultano i Pompieri, Poliziotti, Militari e Lavoratori dell'edilizia.



Chi lavora nella Pubblica Amministrazione (americana) gode di buona salute, a giudicare dalle scarse assenze sul lavoro, anche se rischia di perdere spesso il controllo per le inefficienze che affliggono il sistema.
Poco stress e orari di lavoro non estenuanti sono il punto forte di chi sceglie una carriera da Dentista, Igienista Dentale, Dietologo e Tecnico di Laboratorio Medico.





Attenzione, però, a fare gli Infermieri o i Medici: in ospedale e in pronto soccorso sono sottoposti a tensioni continue e turni infiniti, a scapito delle ore di sonno e di una corretta alimentazione.
Una buona soluzione può essere quella di lavorare in una piccola attività: niente scatti di carriera, niente benefits né bonus, ma un ambiente familiare e sano. Ottima considerazione spetta al Fiorista: secondo Dona DeZube, esperta in lavoro, essere circondati da piante e natura riduce lo stress e la pressione sanguigna.


Se la passa male, invece, chi è costretto tutto il giorno a una Scrivania in ufficio : soffre di mal di schiena e tende a ingrassare, come chi Guida i mezzi pubblici. Ore e ore dietro il volante in mezzo allo smog, abbinate a pasti frettolosi, non giovano alla linea.
Non va meglio agli Avvocati che, a fronte di una buona condizione economica, devono fare i conti con elevati livelli di stress ed episodi di depressione con una frequenza maggiore rispetto alla media generale.
Professioni infine come il free lance e l'imprenditore hanno tanti pro quanti contro: più libertà personale e possibilità di gestire il proprio tempo, verso una maggiore insicurezza economica.


BOOKS


Il kit del feng shui. La via cinese per ottenere salute, prosperità e felicità, a casa e al lavoro (Salute e benessere) - Man-Ho Kwok - EUR 21,68
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lunedì 21 maggio 2012

Il Dirigente.... La classe non è Acqua...




Motivare. Il dirigente deve sempre motivare i propri collaboratori, in modo che questi possano dare sempre il meglio di sé nel lavoro svolto, con il massimo impegno e senza risparmiare energie.
Ciò che motiva i propri collaboratori:
- Compiti interessanti, diversi e stimolanti
- Poter esprimere proprie opinioni e idee
- Ottenere riconoscimenti
- Acquisire responsabilità
- Conoscere l’importanza della propria attività per il successo dell’azienda
- Possibilità di sviluppo e di carriera
- Sentirsi presi in considerazione
- Una retribuzione commisurata.
Controllare. Controllare non significa non avere fiducia dei propri collaboratori. In qualità di dirigente, ci si deve accertare che i propri collaboratori raggiungano effettivamente gli obiettivi fissati.
Tuttavia, se occorre si dovranno attuare degli interventi correttivi. Lodi e riconoscimenti motiveranno il lavoratore e aumenteranno la sua efficienza.



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Nel caso in cui le prestazioni del lavoratore siano negative, occorrerà criticarlo in modo chiaro, costruttivo e oggettivo, senza demoralizzarlo. Tanto più si riuscirà a valutare in modo “normale” i propri errori e quelli degli altri, tanto più la propria critica sarà efficace.
Qualificare. Il lavoro direzionale è sempre orientato verso il futuro. L’azienda si sviluppa e le richieste ai propri collaboratori si modificano.
Anche i dipendenti non vogliono adagiarsi sugli allori. Cercano di crescere nel lavoro.
Uno dei più importanti compiti direzionali è quello di stimolare e qualificare i lavoratori in modo corrispondente alle loro capacità e ai loro interessi, sempre nel rispetto delle necessità aziendali. Questo è tanto più vero se si pensa che la formazione di una buona classe dirigente è un aspetto particolarmente importante per lo sviluppo dell’azienda. Pertanto si dovrà:
- Esaminare a distanze di tempo regolari i propri progressi nonché quelli dei dirigenti dell’azienda
- Esaminare con attenzione le qualità che devono essere migliorate dai dirigenti
- Affrontare in modo deciso le debolezze e gli errori dei dirigenti
- Non lasciarsi demoralizzare dagli errori.
Umanizzare. I dipendenti devono sentirsi a loro agio all’interno dell’azienda. Questo è possibile se, tra le altre cose, il gruppo dei lavoratori è affiatato.
Compito del dirigente è quindi anche quello di riconoscere tempestivamente i conflitti che si originano tra i lavoratori, intervenendo, con più o meno decisione, in modo pacificatore.
La miglior cosa, in primo luogo, è quella di intervenire come mediatore con un colloquio chiarificatore.
Nel caso in cui un conflitto dovesse degenerare, allora si dovrà intervenire in modo più duro. Questo anche perché le eventuali manchevolezze potrebbero dare adito a richieste di risarcimento danni per eventuali situazioni di mobbing.

BOOKS    


Il mestiere di dirigere (Management) - Claudio Demattè - EUR 16,00  
8845309754


Nuovi modelli di leadership. Come motivare e coinvolgere i collaboratori (Strumenti e strategie) - Guido Granchi - EUR 12,33
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100 regole per motivare gli altri - Steve Chandler - EUR 8,00
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Il pallone non entra mai per caso. Come imparare dalla squadra più forte del mondo a gestire con successo un'impresa (Risposte) - Ferran Soriano - EUR 10,40
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mercoledì 16 maggio 2012

Google lancia Knowledge graph.

Google, cambia il suo modo di restituire i dati agli utenti: «Quando cercate, non cercate solo una pagina web. Volete risposte, comprendere concetti ed esplorare - recita il comunicato di Mountain View - La nuova frontiera della ricerca è comprendere elementi del mondo reale e le relazioni tra di essi. Per questo stiamo costruendo il Knowlegde Graph (letteralmente grafico di conoscenza): una vasta collezione di persone, posti e oggetti del mondo e come si connettono tra loro».


L'esperienza di ricerca sarà implementata dai dati trovati dagli altri "ricercatori": «Altri potrebbero aver avviato su Google la stessa ricerca che voi intendete effettuare - spiega la product manager Emily Moxley - Google può così superare la vostra ricerca combinando le informazioni che altri utenti hanno trovato utili con le informazioni del Knowledge Graph».


Google assicura anche che arriveranno nuovi risultati anche per gli omonimi, aiutando l'utente a ridurre rapidamente i risultati fino a trovare il prodotto desiderato. L'esempio proposto, e forse al momento già disponibile per gli americani, è Mercury, che può essere un elemento, un pianeta, il cantante o un produttore di motori fuoribordo. In attesa che Google porti anche a casa nostra la novità, l'idea pare intrigante.


A partire da oggi, una vasta porzione dei risultati della ricerca Google lavorerà con voi per intuire cosa si intende davvero con quella voce di ricerca. Digitare una query ambigua come ''Kings'' (che potrebbe significare regalità, una squadra sportiva o uno spettacolo televisivo ormai annullato), e una nuova finestra apparirà sul lato destro del risultato letteralmente chiedendo quale entità che intendevi. Fare clic su una di queste opzioni ed i vostri risultati saranno filtrati per ricercare tale entità.
 "New York" non è semplicemente la combinazione di due parole chiave che possono essere riconosciuti. E 'compreso da Google come uno stato negli Stati Uniti circondato da altri Stati, l'Oceano Atlantico e con un sacco di altri attributi rilevanti.




BOOKS  


Google Story - Terza edizione (Cultura e società) - David Vise - EUR 13,99
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Come si fa a promuovere con Google - Marco Fontebasso - EUR 8,42
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Trovare clienti con Google. Tecniche SEO e PPC per fare business online (Web & marketing 2.0) - Ale Agostini - EUR 16,07
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sabato 5 maggio 2012

Le bugie del Marketing.....

Martin Lindstrom


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MARTIN LINDSTROM è un esperto mondiale sul branding . Ha fornito consigli a una serie di organizzazioni mondiali e ha elaborato le 10 regole di Branding rivoluzionarie. Uno dei suoi libri Buy- ology8498750563  guarda come il cervello interpreta il Branding.
E' uno studio su 2000 soggetti provenienti da varie industrie, e porta alla luce un sacco di informazioni  affascinanti e molte idee sbagliate sulla formazione di un Brand delle proprie aziende per fare business. Nel 2009 è stato considerato uno degli uomini più influenti del pianeta.

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Intervista

M. Lindstrom  :   '' 3 sono le premesse del libro Le Bugie del Marketing . Prima di tutto il mio ruolo come Brand Futurist è quello di esaminare ciò che accadrà prossimamente nel mondo delle comunicazioni. Ciò che abbiamo cercato è il passa-parola. E attualmente ciò che ho imparato da questo libro è che i social media offline sono molto più potenti dei social media online.  Ognuno è focalizzato sui social media online e questa è una gran cosa, ma indovinate un pò ; è solo il 6% della giornata. 

Infatti il 77% è social media offline il posto dove si consigliano brand. Cosi' al fine di capire veramente ciò che stava accadendo abbiamo istituito questo straordinario progetto di ricerca, dove abbiamo ingaggiato una famiglia finta per far in modo che vivesse la sua vita, facendo le cose normali che si fanno a Los Angeles, abbiamo messo 35 telecamere in casa ed abbiamo fatto in modo che le persone non le vedessero, ed abbiamo monitorato il loro comportamento tutto il giorno e tutti i giorni.
Per oltre 3 mesi per vedere quanto fossero in grado di espandere il  passa-parola. Questo è l'esperimento che abbiamo fatto. Nel libro abbiamo deciso di esaminare altre tecniche usate dalle compagnie oggi e in futuro , per esempio nostalgia e l'idea della paura e la comunicazione simbolica, fresca e inconscia e tutto il resto. Roba molto affascinante e spaventosa. 
Terza cosa ho guardato il lato etico. Ho speso molte energie ad intervistare migliaia di consumatori in tutto il mondo per capire ciò che le nuove guide sull' etica delle aziende devono capire. In un mondo dove ogni cosa vorrebbe essere trasparente e si può essere certi che un consumatore in qualche modo ti attaccherà di nuovo come un'azienda , e tu puoi essere distrutto nel giro di pochi mesi. 

Cosi' ho voluto affrontare l'intera questione. Quindi, tutte queste cose messe insieme in un libro, possono diventare altamente provocatorie, ma in realtà è scritto come un romanzo. Sei PRESO da questo ritmo veloce della vita del consumatore futuro. 

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mercoledì 2 maggio 2012

'' La sconfitta non è un dramma ''



A lezione dall'ingegnere Zen
che insegna la lentezza a Google

 Chade-Meng Tan, l'ingegnere Google numero «107», raccolto nella posizione yoga del mezzo loto davanti a un'aula con poltroncine alternate gialle, rosse, verdi e blu, i colori della bandiera aziendale del motore di ricerca online. Messaggio: relax, pace, lentezza. Prendetevi i vostri tempi. Tutto ciò che Google non è nelle nostre vite: immaginatevi mentre cercate la risposta a una vostra domanda esistenziale o pragmatica in 0,18 centesimi di secondo, come ci ha ormai abituati inconsciamente il motore sul web. È la fast-cultura veicolata dall'ultima tecnologia possibile, macro-server ammassati in fattorie segrete mai abbastanza aggiornati. Sempre più clic che producono sempre più pubblicità online di cui il gruppo è leader mondiale e, dunque, sempre più soldi.

IL CORSO - Eppure qualcosa vorrà dire se il corso di zen del 41enne buddista Chade-Meng Search Inside Yourself, «Cerca dentro te stesso», - un titolo pure vagamento ironico considerando che l'azienda si è arricchita con il search fuori di noi e dentro Internet - sta avendo un grosso successo: come riportato ieri dall'International Herald Tribune più di mille impiegati di Google hanno seguito il corso di sette settimane che si tiene quattro volte l'anno. La waiting list è già lunga. «Il corso è spinto dal passaparola e questo ha creato una domanda che non possiamo soddisfare» ha detto Chade-Meng che partendo da questa esperienza ha dato vita a un libro che sta per sbarcare in 17 Paesi diversi, tra cui Brasile, Slovenia e Corea del Sud.

Search Inside Yourself: The Unexpected Path to Achieving Success, Happiness (and World Peace) - Chade-Meng Tan - EUR 11,96 
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L'INSEGNAMENTO - «La sconfitta non è un dramma», la base del suo insegnamento, piace. Il corso ha ottenuto 4,75 di voto medio su un massimo di 5. Il suo carisma d'altra parte non è in discussione: nato a Singapore ha definito la propria gioventù «infelice». «Ero diverso dagli altri bambini. Ho un quoziente intellettivo di 156 e non facevo sport. Ma ho sempre pensato in grande». «A Singapore la via per distinguerti era vincere le competizioni, ma questo non faceva la differenza», anche se proprio questo lo ha fatto assumere in Google «5 minuti dopo la laurea». Nella sua nuova vita da guru la differenza la fa volere la «pace nel mondo». Un buon psichiatra, forse, diagnosticherebbe anche un latente senso di colpa nella nuova passione per lo Zen da parte di Google. Quello tra insegnamenti orientali e tecnologia non è un binomio nuovo. La stessa Silicon Valley si è sviluppata con investimenti della difesa Usa ma è cresciuta negli anni Ottanta grazie all'incrocio con la cultura hippy.

MOUNTAIN VIEW - C'è un fattore geografico da non sottovalutare: per quanto ci appaia strano la west coast degli Stati Uniti è più vicina all'Oriente che all'Europa. Basta girare per le strade di San Francisco per accorgersene. Inoltre chiunque visiti il Googleplex, la sede di Mountain View, rimane colpito dalla cultura della diversità. L'aria è rilassata soprattutto se la confrontiamo con i nostri canoni. Gli impiegati di Google possono contare su una serie infinita di anti-stress in azienda come biciclette per girare nel campus, tavoli da ping pong, palestre, ristoranti, bar e sale per staccare la spina. Ma di certo qui tutti corrono in continuazione da una parte all'altra sempre in cerca della performance. E soldi e occupazione non mancano. Lo stesso Chade-Meng è diventato milionario con la quotazione di Google nel 2004 e in un'azienda in crisi le sue lezioni avrebbero un altro sapore.

IL MANTRA - La Apple di Steve Jobs sintetizzava il messaggio con il mantra «Think Different». L'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin ha sempre preferito «Don't Be Evil», non essere il diavolo. Ma il senso non cambia. Google e Apple hanno inventato il neo-consumismo del XXI secolo, quello digitale: libri, musica, immagini, cultura, giochi, relazioni sociali e comunicazioni sono stati separati dal proprio io fisico diventando file, pura gestione iper-veloce dei simboli attraverso computer, tablet e smartphone. Producono libertà e stress allo stesso tempo. Essere offline è molto Zen ma è anche una nuova forma di discriminazione, tanto che anche noi parliamo di «divario digitale» tra chi può accedere al web e chi ne rimane fuori.( da Corriere.it)

BOOKS    BESTSELLER

Steve Jobs: Think Different - Brandon Hurst - EUR 23,77
1905382871

Steve Jobs (Ingrandimenti) - Walter Isaacson - EUR 17,00
8804616326

Google Speaks: Secrets of the World's Greatest Billionaire Entrepreneurs, Sergey Brin and Larry Page - Janet Lowe - EUR 16,20
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lunedì 30 aprile 2012

Lorenzo Jovanotti pensieri e parole......


Sonetti   :


Parto di nuovo sono sempre in giro
dopo un minuto fermo in qualche posto
sento che devo andarmene a ogni costo
mi innervosisco a stare sotto tiro

è così da quando ero bambino
andare via è il momento preferito
quando si va quando si mette in moto
partire come parte di un destino

è questa frenesia da traduzione
per il puro piacere di sentirsi
tra un provenire e una destinazione

a far di me quello che vuol stupirsi
quello che un giorno o l’altro andrà in stazione
non per partire ma per aspettarsi.



Los Angeles  16 Marzo 2012


Gli angeli di los angeles ci sono 
questa città è la loro e non ci piove
sostengono gli umani in mille prove
e tirano da loro fuori il buono

ma dove sono gli angeli si sa
che i diavoli ci piantano le tende
e so che ormai nessuno si sorprende
sapendo che quaggiù è così che va

per ogni ala di angelo custode
c’è il corno di un demonio che si oppone
e questo è proprio quello che qui accade

e in mezzo a questa singolar tenzone
il cuore degli umani soffre e gode
e nasce lo show business...ciak...azione



Ora (2 CD) [Limited Edition] - Jovanotti - EUR 22,05
B004HXKDE4


Viva tutto! - Jovanotti - EUR 13,60
8896873185

giovedì 19 aprile 2012

lunedì 16 aprile 2012

Agenda Digitale, l' Italia riparte da Internet e dalla Tecnologia


Il XIX secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo dall’elettricità. Il XXI secolo è il secolo digitale.


La politica ha posto la strategia digitale al centro del dibattito in tutte le principali economie del mondo. Ma non in Italia.
Eppure in Italia metà della popolazione usa Internet. La tecnologia è parte integrante della vita quotidiana di milioni di cittadini. Studenti, lavoratori, professionisti e imprenditori si confrontano costantemente con i rischi e le opportunità determinate dall’innovazione tecnologica.
Siamo convinti che affrontare con incisività questo ritardo, eliminare i digital divide, sviluppare la cultura digitale con l’obiettivo di conquistare la leadership nello sviluppo ed applicazione delle potenzialità di Internet e delle tecnologie, costituisca la principale opportunità di sviluppo, con benefici economici e sociali per l’intero Paese.

Lorenzo JOVANOTTI Cherubini   come Testimonial ???
'' Qualche settimana fa ho ricevuto una email da un funzionario di un Ministero e in questa email si parlava dell'"agenda di
gitale" (http://www.agendadigitale.org/).E io che c'entro? ebbene qualcuno deve aver pensato che io potessi essere un "testimonial" credibile per raccontare questa cosa attraverso i media.Una cosa normale che avrei anche potuto fare se non fossi già impegnato.Tra l'altro questa "agenda digitale" è una bella cosa,nata fuori dai partiti diversi anni fa,una passaggio utile che se si realizzasse anche in parte avvicinerebbe l'Italia agli altri paesi più tecnologicamente avanzati.Il mondo digitale e certe questioni come l'abbattimento del "digital divide" mi interessano ma il mio mestiere è un altro quindi ho risposto che non potevo,grazie di aver comunque pensato a me,ho detto..''  


BESTSELLER  MUSICA
BESTSELLER LIBRI


sabato 7 aprile 2012

Marco Simoncelli ; parla Gresini




Gresini :
«Lotto nel nome di Marco»


DOHA - «Appena arrivato qui, il primo pensiero è stato a lui. L'anno scorso eravamo assieme per la prima gara, avevamo speranze, progetti...». Sulla spiaggia di Doha, con il sole e una nuova avventura mondiale che incomincia, la vita sembrerebbe perfetta. Ma senza Marco non potrà più esserlo. Fausto Gresini, 51 anni, ex pilota, da 16 anni proprietario della squadra privata più anziana del Motomondiale e ultimo team manager di Marco Simoncelli, il 23 ottobre 2011 aveva pensato di fermarsi. Poi ha riflettuto. Ha parlato con la famiglia del Sic («Li ho visti anche prima di partire, soffrono ma sono fortissimi»). Ha sentito l'affetto della gente. Ha concluso che il team Gresini non era solo una vocazione («Ho iniziato a fare il pilota nel '79 e prima lavoravo in un'officina di moto. Che altro potrei fare?») e un impegno sportivo-imprenditoriale che fa vivere 50 persone. Era qualcosa di più: «Marco faceva quello che facevamo noi. Gli piaceva come piace a noi. Io, noi, viviamo di questo. Così invece di smettere ho moltiplicato gli impegni: quest'anno sono presente in tutte e tre le categorie».



GRESINI  dice  :

L'idea di fermarsi è durata un attimo.
«Marco era il secondo incidente mortale per il mio team dopo quello di Kato nel 2003. È stata durissima».

Che cosa l'ha aiutata?
«La spinta delle persone che non conoscevo. Mi hanno fatto capire che mollare voleva dire perdere. A me e a Marco i perdenti non vanno».


Così si è presentato quindici giorni dopo a Valencia e il suo pilota Pirro ha vinto in Moto2.
«Al principio essere lì l'ho percepito come una violenza. Ma nel box sentivo che non eravamo soli. Accadde anche la gara dopo la morte di Kato: vincemmo con Gibernau».
Una coincidenza?
«Non penso. Io sono sempre stato credente ma non praticante; sono un tipo realista, che tiene i piedi per terra. Quello mi ha fatto credere che forse qualcosa dopo c'è».
Chi era Marco Simoncelli?
«Una persona equilibrata, capace di gestire le cose con eleganza, mai esagerato. Non l'ho mai visto arrabbiato. Sapeva fare gruppo. Sapeva cosa voleva dalla vita. Era speciale».


E come pilota?
«Non si risparmiava mai. Un combattente. Amava il corpo a corpo e non l'ho mai sentito lamentarsi: le dava, le prendeva, si divertiva. Viveva il pericolo senza paura».
Stava ancora maturando. Sepang fu un suo sbaglio?
«È stata una caduta come tante altre, la fatalità l'ha trasformata in tragedia. Non poteva farci niente né lui né chi l'ha investito».
Quante volte ha analizzato quell'incidente?




«Tante. Ai test quest'inverno sono tornato in quella curva. Ero, e resto, sconvolto. Non mi so dare pace perché tecnicamente in quel punto pare impossibile che si possa morire».


Un crash diverso da quello di Kato, finito contro un muro a Suzuka.
«Decisamente. Allora si cercarono colpe, si parlò della moto... La verità è che nelle corse si cade».
Allora c'era anche un problema di sicurezza del circuito.
«Sì, difatti a Suzuka non si corre più. Ma nel caso di Marco la sicurezza non c'entra: qui sono tutti superprotetti e le piste sono sicure. Marco è stato colpito nel collo, l'unico luogo esposto e non difendibile».
Dove sarebbe arrivato?
«Era il futuro della MotoGp».


Predestinato campione?
«Possibile. Comunque era lui il personaggio dei prossimi anni. Carismatico, capace di comunicare con semplicità. Ricordate come aveva gestito le accuse degli spagnoli l'estate scorsa? Lo obbligarono ad andare a Barcellona con le guardie del corpo, ma lui non portò mai rancore».


Amatissimo dai tifosi, meno dagli avversari.
«Perché lo temevano. Era destabilizzante, così forte e così scanzonato. Un atleta sincero, di altri tempi».
C'è una morale in questa storia?
«La mia è che alla fine la passione vince. Dopo la scomparsa di Marco mi ero sentito tradito proprio dalla mia passione per le corse. Mi dicevo: ''Le hai dedicato tutta la vita e ti tira questi scherzi?''. Ma poi l'amore per la moto ha ripreso il sopravvento. E mi consola sapere che il mio amore era lo stesso che aveva Marco».
Ora che cosa si aspetta?
«Buoni risultati, certo. Ma soprattutto devo capire. Venire in pista mi pesa ancora, sono più sensibile. L'ultimo gravissimo incidente a Lascorz in Superbike, per esempio: ora queste cose mi toccano di più».
Il 23 ottobre 2011 a Sepang è finita l'età dell'incoscienza?
«Chissà. L'incoscienza è fondamentale in questo mondo. Se incominci a pensare troppo a quello che fai è la fine. Spero che il tempo aiuti me e i ragazzi del team a guarire...».(dal Corriere della Sera)



DVD + Libro : Dimmi di Sic . In ricordo di Marco Simoncelli

Book : Super Sic l' instant book su Marco Simoncelli - Marco Evangelisti









martedì 3 aprile 2012

Spettacolare e innovativo, unico sistema al mondo !!!


Sembra che in giro ci sia qualcosa di veramente spettacolare... Vi raccomando di dare una occhiata a questo sito:




Ho provato il loro programma e ho già incassato € 135(!!!) senza fare nulla

Distribuiscono solo 1.000 copie e, attualmente, ne sono rimaste soltanto 893

Nel vostro interesse, vi conviene guardare questo video... Ne riparliamo più tardi!


Risultati  SORPRENDENTI!!!

Nessuna perdita 

Formula Magica Scommesse.

Ogni puntata fa profitti garantiti al 100%. Il software identifica situazioni per vincere il 100% mettendo a confronto più bookmakers aggiornati e trova i vincitori.

Fino al 50% di guadagno su una singola scommessa.

Rimarrete davvero soddisfatti, credetemi, funziona proprio coltivando le vostre passioni per lo sport il calcio per il tennis, il pugilato e altro ancora....
E' davvero una fonte di guadagno alternativa, e visto il periodo di vacche madre con questa crisi qualche soldo in tasca in più non guasta.
 
RICORDATE 100 percent WINNERS




venerdì 30 marzo 2012

Umanizzare il Tuo Brand sui Social Network



Umanizzare un marchio significa semplicemente cercare di interagire con ciascun cliente a livello personale.Ma per una società  dare attuazione a tale stile, c'è bisogno di un cambiamento nel modo in cui si risponde ai clienti, in particolare attraverso i social media. Qui ci sono 10 modi per iniziare.



1. Pensare come un Social Network


Recentemente ho chiesto ad Alfredo Tan, Senior Director di Facebook Canada, se l'azienda  distingue tra le pagine di imprese con un Brand affermato e i normali semplici consumatori. "Noi non operiamo una distinzione tra una impresa con un Brand affermato e  un bar o un negozio di sapone", dice. Social Network è egualitaria. Se il più grande social network del mondo ritiene che le aziende e le persone sono sullo stesso piano, forse dovreste farlo anche voi.



2. Inizia con Staff


In Smart Business, Social Business , autore Michael Brito scrive ", mentre molte organizzazioni stanno cercando disperatamente di umanizzare il proprio marchio, non riescono a capire che hanno bisogno di umanizzare il loro primo business." In altre parole, i vostri dipendenti sono l'espressione più autentica del tuo marchio. Iniziare con loro.
Prendete Maya Grinberg, un manager con la piattaforma di social media social commerce Wildfire Interactive.Grinberg offre  ad esempio impertinenti "giorni spirituali" quando il personale svolge dress-up, e gli addetti ai canali sociali della società cercano di  generare una conversazione con i fan, riguardo la propria cultura aziendale. Dice : i post sui  meccanismi interni Wildfire sono sempre più popolari tra gli aggiornamenti della società.

3. Conservare i semi in arrivo


Non in tutti i casi, ma certamente in molti, è una buona idea  tenere fuori i dirigenti della società dai conti di social media. E 'solo che, spesso, il team esecutivo è semplicemente troppo lontano dalla quotidiana esperienza del cliente per capire come interagire al meglio con loro.

4. Creare un accesso


Forse non si può invitare tutti nella sala del consiglio, ma si può dare loro l'accesso ad altre parti della vostra attività. Pochi strateghi sociali comprendono il loro pubblico meglio di Liz Philips gigante del golf TaylorMade."Siamo, in primo luogo, i golfisti," Philips dice. La società esprime questa identità sponsorizzando un TaylorMade PGA tour van che viaggia a  eventi settimanali PGA con un corrispondente che vive con i tweets dei seguaci.

5. Trattare i clienti come partner


Alcune marche trattano i loro clienti come il volto della società. Levi, per esempio, ha creato tutta una serie di video con i clienti nei loro prodotti. Hanno anche sviluppato una linea che soddisfa le esigenze di un gruppo chiave del cliente: ciclisti urbani. Levi  conversato con i clienti sui social network alla co-creazione di contenuti, anche prodotti, con loro.

6. Raggiungere  individui chiave


Durante la ricerca di un nuovo SUV, piccolo imprenditore, Marc Girolimetti, ha ricevuto una chiamata sorprendente telefono da Alan Mulally, CEO di Ford Motor Company. Mulally aveva organizzato un drive apposito su test di un Crossover nuovo Edge dell'azienda. Girolimetti, sotto la spinta del sociale stratega Scott Monty.  andò a comprare il veicolo, ma grazie alla sua rete altamente connessa, la sua esperienza positiva si diffuse rapidamente online.

7. Proprietari dei vostri errori


Volete dimostrare che la vostra marca è umana ? Ammettere quando la società fa un errore. Nel corso di un panel sul giornalismo del marchio al South by Southwest, direttore editoriale di Twitter, Karen Wickre, ha detto facendo una tale ammissione dovrebbe essere 'il messaggio' per ogni azienda.

8. Mettere i Vostri  Fans al lavoro


Ricordate che i fan più fedeli sono spesso disposti a fare un po 'di sollevamento di carichi pesanti per la vostra marca. Cisco Systems ha creato una comunità appiccicosa su Facebook chiamato il Cisco Networking Academy, dove dà ai suoi appassionati e competenti,  moderati privilegi. 

9. Essere aperta al dibattito


La gente periodicamente discute. Allo stesso modo, un marchio deve essere disposto a impegnarsi nel dibattito pubblico. Quando un concorrente ha tentato di reclutare Eloqua intero team di vendita su LinkedIn , non eravamo sicuri di cosa potessimo fare di quella situazione. Era un uso intelligente dei social media? Non sapevamo, così abbiamo preso il pubblico dibattito chiedendo ai nostri lettori del blog cosa pensassero. La trasparenza del messaggio, un segno distintivo di una umanizzazione del marchio, portato ad una ondata di sostegno pubblico.

10. Essere presenti


Creazione di una presenza sui social media è essenzialmente un invito al dialogo. Marchi che promuovono la cultura sono processi necessari per impegnarsi in conversazioni diffuse in grado di creare comunità di clienti vivaci.La cosa migliore è la presenza sociale di tutti. Il motivo: essere sui social media, ma non presenti sul social media è una promessa non mantenuta. (tratto da Mashable Business)





Libro : Brand identikit. Trasformare un marchio in una marca - Gaetano Grizzanti




Libro : The New Strategic Brand Management - Jean Noel Kapferer







martedì 27 marzo 2012

Che Lavori Strani !!!!! Ecco alcuni esempi....

COLLAUDATORI  DI  MATERASSO 






In Cina  si è  pagati per dormire!!

 Ebbene si, un sito che propone recensioni per alberghi ha assunto dipendenti per testare le camere di uno degli alberghi più prestigiosi del Paese.

Una delle caratteristiche è proprio la consistenza del materasso....

Un  altro esempio in Gran Bretagna, la Travelodge , una catena di alberghi, ha assunto un dipendente per testare ogni singolo letto.

Dolce Dormire- Metodi naturali per ritrovare il proprio ritmo di sonno ristoratore- - Gudrun Dalla Via

ASSAGGIATORI  DI  CIOCCOLATO





GODIVA, una casa cioccolatiera nata in Belgio, assume dipendenti per assaggiare i propri cioccolatini, truffle e bon bon, dopo aver frequentato una scuola specifica per assaggiatori, per definire aroma lucentezza e gusto.





CERCATORI  DI  FOTO  DI  CUCCIOLI


                                                                              
Cute Overload  e True Entertainment aziende che producono il sito Web di Animal Planet '' Too cute '' , pubblica migliaia di foto, video e storie di cani e gatti. Ebbene pagano persone per scegliere foto di cuccioli.





HOUSE  SITTER   O  CUSTODE



Custodire meravigliose ville, curare il giardino, pulire la piscina, o portare a spasso i  cani del proprietario sono alcune delle mansioni, ma non solo anche semplicemente occupare queste ville per allontanare il pericolo di eventuali ladri che potrebbero recare danni alla casa. 
Luxuryhousesitting è un sito che cerca addetti in paesi come Italia, Spagna, Gran Bretagna, Francia.




TV WATCHER




Guardare la TV può essere una professione ! Scrivere sottotitoli di programmi per non udenti. Ricercare nuovi trend da sottoporre ai produttori.


CRITICO  DI  SPA  E  RESORT




Andare in Giro per Resort o Villaggi Turistici per provare servizi offerti , bagni, massaggi, aromaterapia , oppure produrre recensioni sulla qualità del cibo, dell' alloggio ecc. Esistono siti che offrono recensioni SPA.




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